La nostra protettrice

margherita-piccola S. Margherita Maria Alacoque
( 1647-1690)

Protettrice della fraternità è S. Margherita Maria Alacoque, monaca dell’Ordine della Visitazione di Santa Maria, fondato ad Annecy in Savoia da san Francesco di Sales nel 1610.

 

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La vita di S. Margherita Maria

Quintogenita di Claude Alacoque, notaio reale e giudice della signoria di Terreau, e di Philiberte Lamyne, figlia di un notaio del re, Margherita Alacoque fu battezzata nella chiesa di Vérosvres il 25 luglio 1647.

A quattro anni andò a vivere nel castello della madrina di battesimo: durante tale soggiorno, all’età di cinque anni, sentì parlare di voti religiosi, e alla messa, all’insaputa di tutti, fece la sua prima consacrazione, pronunciando queste parole: “O mio Dio, ti consacro la mia purezza e ti faccio voto di castità perpetua”. Fin dalla sua tenera infanzia Margherita dette prova di una devozione particolare verso il Santo Sacramento e preferiva il silenzio e la preghiera ai giochi dei bambini.

Nel 1655 ritornò in famiglia; in quello stesso anno l’11 dicembre morì il padre. Margherita fu messa in collegio presso le Clarisse Urbaniste di Charolles, ma vi rimase solo due anni perché si ammalò gravemente, tanto da non poter nemmeno camminare; la paralisi la inchiodò a letto per quattro anni, e la guarigione giunse per un voto fatto alla Vergine Maria di consacrarsi alla vita religiosa; per riconoscenza, il giorno della sua cresima, a 22 anni, aggiunse il nome di Maria al nome di battesimo.
Durante l’adolescenza Margherita e la sua famiglia vissero momenti difficili: dopo la morte del padre, la madre, poco accorta negli affari, affidò l’amministrazione dei beni di famiglia a un cognato, firmando una rinuncia alle sue rendite in cambio del mantenimento suo e dei figli; ma la donna e i suoi figli furono assimilati a dei domestici e trattati come tali dalla famiglia del cognato.

Margherita trovò conforto nella preghiera, ed è allora che avrebbe avuto le prime visioni di Gesù: egli le appariva di solito sulla croce oppure durante l’episodio dell’Ecce Homo; Margherita non se ne stupì mai, pensando che anche altri ricevessero queste stesse visioni.

All’età di diciassette anni la sua famiglia poté recuperare i propri beni e sua madre le confidò il desiderio di vederla sposata. Allora, per quanto fin dall’età di nove anni si imponesse regolarmente dalle severe forme di mortificazione corporale, cominciò a partecipare alla vita mondana. Una notte, al rientro da un ballo, avrebbe avuto una visione di Cristo durante la flagellazione: Gesù la rimproverava di infedeltà, quando lui le aveva dato tante prove di amore. Per il resto della vita Margherita Maria pianse due “colpe” che aveva commesso in quel periodo: aver portato degli ornamenti, e messo una maschera di carnevale per fare piacere ai propri fratelli.

Decisa a portare avanti il proprio desiderio di consacrarsi a Dio, visitò vari conventi, ed entrando in quello della Visitazione di Paray-le-Monial una voce interiore le avrebbe detto: “È qui che ti voglio”.

Vi fece ingresso nel 1671, all’età di 24 anni, e nel novembre 1672 pronunciò i voti perpetui. Di salute cagionevole, continuò ugualmente le sue flagellazioni, cosi come le macerazioni più estreme, anche ripugnanti, che riporta nelle sue Memorie.
Poco dopo l’ingresso nel monastero riceve, secondo la sua personale testimonianza, varie apparizioni private di Cristo: per ben 17 anni ebbe colloqui con il Signore durante i quali Gesù, nel chiamarla “discepola prediletta”, le rivelò i segreti del suo Cuore divino.

La più famosa delle apparizioni è quella di giugno 1675: Gesù le avrebbe mostrato il proprio Cuore dicendo: “Ecco il Cuore che ha tanto amato gli uomini, (…) fino a consumarsi per testimoniare loro il suo amore, e per riconoscenza dalla maggior parte di loro non ricevo che ingratitudini…”. Un’altra volta le avrebbe detto: “Il mio divino Cuore è (…) preso di passione per gli uomini e per te in particolare”. Da allora Margherita Maria pensò di essere stata investita della missione di introdurre nella Chiesa cattolica una devozione particolare verso il Sacro Cuore.

Queste manifestazioni le procurarono l’avversione delle altre componenti della comunità, che la consideravano una “visionaria”, al punto che la superiora le intimò di piegarsi alla vita comune. Il Signore le promise allora di mandarle un suo “servitore fedele e amico perfetto”; e in effetti, di lì a poco, divenne suo nuovo direttore spirituale il gesuita Claudio La Colombière. Con l’aiuto di Padre Claudio, Margherita Maria farà conoscere il messaggio che Gesù le aveva rivolto: è l’inizio del culto del Sacro Cuore.
Ispirata da Cristo, Margherita Maria stabilisce la pratica dell’Ora Santa, che per lei consisteva nel pregare, distesa con il volto contro la terra, dalle undici della sera alla mezzanotte il primo giovedì di ogni mese, per condividere la tristezza mortale che Cristo aveva sopportato quando venne abbandonato dagli Apostoli alla sua agonia; poi a ricevere l’indomani la Comunione. Cristo le avrebbe confidato il desiderio di vedere celebrata una festa in onore del suo Cuore il venerdì che segue l’ottava della festa del Corpo di Cristo; la avrebbe chiamata “discepola prediletta del Sacro Cuore” ed erede di tutti i suoi tesori. Durante l’ultima malattia Margherita Maria rifiutò ogni conforto senza smettere di ripetere: “Ciò che ho nel cielo e ciò che desidero sulla terra sei tu solo, o mio Dio”, e morì pronunciando il nome di Gesù.

All’indomani della sua morte, avvenuta nel 1690, due novizie di cui era stata Maestra compilarono una “Vita di suor Margherita Maria Alacoque”.

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